Elisoccorso in Croazia, in due giorni già salvate 4 persone

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EC135 elisoccorso croazia

Nei primi due giorni dall’avvio del progetto pilota dell’elisoccorso in Croazia (HEMS), le eliambulanze italiane noleggiate dalle autorità croate hanno soccorso quattro persone. L’ambizioso progetto è stato presentato ieri all’aeroporto di Fiume a Castelmuschio (Omišalj), sull’isola di Veglia, dal ministro della salute Siniša Varga, dal suo vice Miljenko Bura nonché dalla titolare della direzione regionale litoraneo-montana per la sanità Dulia Malatestinić.

“E’ bastato un giorno per dimostrare che questo è un progetto giustificato. Già nel corso della prima giornata di attuazione del servizio abbiamo salvato quattro vite umane”, ha dichiarato Siniša Varga.

“Le eliambulanze hanno soccorso e trasportato persone ferite gravemente, con problemi di salute acuti”, ha sottolineato il ministro, ribadendo i vantaggi del HHMS.

Un progetto pilota, iniziato mercoledì scorso, e la cui durata è stata fissata in quattro mesi. I costi dell’operazione, promossa dal ministero della salute, saranno interamente coperti grazie a un finanziamento erogato dalla Banca mondiale.

L’intento del progetto è di garantire ai pazienti un servizio in linea con gli standard in vigore nell’Unione Europea. Nel progetto sono state incluse due eliambulanze fornite dalle società Elifriulia di Ronchi dei Legionari (Gorizia) e Airgreen di Robassomero (Torino), che hanno assicurato anche i piloti, i tecnici e gli hangar.

Le società italiane si sono aggiudicate l’appalto vincendo il concorso pubblico bandito dal ministero della salute sulla base dei criteri stabiliti dalla società di consulenza tedesca Salus Aviation in collaborazione con esperti croati.

Si punta a cinque eliporti
“Al momento – ha osservato Varga – si volerà solamente nelle ore diurne, ma nelle fasi successive ci sforzeremo di rendere possibili pure i voli notturni”. Il ministro ha spiegato che in prospettiva sul territorio nazionale le basi dell’elioscopio dovrebbero diventare cinque. “Abbiamo dimostrato di aver creato un progetto basato su dati concreti. Abbuiamo provato che ricorrendo a concorsi pubblici trasparenti possiamo ottenere, mantenendoci entro i limiti dei mezzi finanziari a nostra disposizione, cose di valore”, ha notato il ministro, respingendo le critiche mosse dall’opposizione in merito al progetto.

Un servizio di elosoccorso a pagamento

A parlare dei costi del progetto è stato il viceministro Miljenko Bura. Ha giudicato che finora il servizio di elioscopio del quale disponeva il Paese era più costoso e a un livello inferiore a quello previsto dal nuovo modello. “Per la prima volta il servizio sarà pagato dai fruitori del medesimo”, ha detto Bura, chiarendo che nel caso dei cittadini croati tali spese saranno coperte dall’Istituto nazionale per l’assicurazione sanitaria (HZZO).

Nel caso dei cittadini stranieri il servizio sarà pagato dai loro assicuratori. I pazienti che non sono coperti da nessun tipo di assicurazione dovranno rimborsare di tasca propria le spese di intervento. “I costi fissi del progetto pilota, che contemplano l’allestimento degli hangar e i costi di utilizzo e manutenzione degli elicotteri – ha proseguito – ammontano a 6,5 milioni di lune, di cui 1,5 milioni spesi per l’addestramento del personale”.

Pura ha espresso il parere che per garantire nel modo migliore la copertura dell’intera regione costiera sarebbe opportuno istituire una base dell’elioscopio pure nell’area di Zara.

Team italo-croati

Vuc Prica, uno dei medici coinvolti nel progetto, ha spiegato che il servizio di elisoccorso ieri l’altro ha permesso di ricoverare all’ospedale di Fiume nell’arco di appena un’ora un uomo feritosi sull’isola di Cherso (ieri una persona è stata soccorsa pure sull’isola di Arbe, nda). A giudizio del medico senza l’intervento dell’eliambulanza stanziata a Veglia, per eseguire l’operazione ci sarebbero volute almeno tre ore di tempo.

Entusiasta della nuova esperienza lavorativa si è detta anche l’infermiera Andrea Malek, che al pari dei suoi colleghi ha dovuto superare un corso che l’ha abilitata a svolgere a bordo degli elicotteri la mansione di copilota. A differenza dei piloti e dei meccanici, provenienti dall’Italia, medici e infermieri sono stati reclutati nelle file dell’Istituto croato per la medicina d’urgenza (HZHM).

In tutto si tratta di dieci équipe mediche, di cui cinque stanziate a Veglia e altrettante a Brazza (Brač).
Gli elicotteri impiegati sono un Airbus EC135T2+ e un Airbus H145, sono muniti di equipaggiamenti paragonabili a due piccole unità di medicina intensiva.

Wind, l’eliambulanza che sfida la Bora
L’eliambulanza che presterà servizio a Veglia fa parte dello stormo di Elifriulia. La società di Ronchi dei Legionari ha fornito anche i due piloti, Paolo Pilutti e Tiziano Zanolin, nonché il tecnico Claudio Girardi.

Il mezzo in questione è un Eurocopter (Airbus Eurocopters) EC135T2+ del 2008. L’elicottero soprannominato Wind (vento in inglese) da Girardi, può ospitare fino a cinque persone nella cabina e all’occorrenza trasportare una persona adagiata sulla barella in dotazione (al decollo il peso del mezzo non deve superare i 2.910 chilogrammi).

Il velivolo è in grado di sviluppare una velocità di 130 nodi (250 chilometri orari) e dispone di un’autonomia di volo di circa due ore (500 chilometri). Attualmente l’equipaggio dell’eliambulanza è composto da quattro persone, ma in futuro, quando il tecnico rimarrà a terra, si ridurrà a tre (pilota, medico e infermiere).

Ad arrecare i disagi maggiori ai piloti è il vento. Trattandosi però di piloti con base all’Aeroporto di Trieste, la bora è “normale amministrazione”.

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Articolo dell’11 settembre 2015 del quotidiano italiano dell’Istria e del Quarnero “Voce del popolo”, servizio di Krsto Jernejć

Nella foto il Airbus EC135T2+ Elifriulia.

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